L’opera come traccia visibile

Abitare la Luce è un progetto artistico e partecipativo ideato dall’artista Giuseppe Inglese, coordinato e realizzato in collaborazione con il Centro Buddhista Tara Cittamani, Vecchiato Arte e ArcaBlu APS.

Il progetto nasce dall’evoluzione della mia ricerca sulla scultura luminescente in filo di acciaio inox intrecciato a mano e dal progressivo ampliarsi della domanda sulla luce: non più soltanto ciò che accade dentro la scultura, ma anche ciò che può prendere forma intorno ad essa.

Figure, fiori, farfalle ed elementi vegetali luminosi prendono forma attraverso un processo condiviso, nel quale il lavoro dell’artista si intreccia con quello dei partecipanti. Gesti manuali, parole, pensieri, intenzioni e momenti di esperienza comune entrano concretamente nella costruzione dell’opera, che diventa il risultato visibile di molte presenze e di un percorso realizzato insieme.

La scultura diventa qualcosa di più di un oggetto da osservare. Diventa il luogo nel quale un processo umano può lasciare una forma visibile. Ciò che resta esposto racconta anche ciò che non può essere esposto: il tempo trascorso insieme, l’ascolto, la cura, gli incontri e le relazioni nate durante il percorso.

“L’opera finale non è il compimento del lavoro, ma soltanto la sua traccia visibile: il segno concreto di un’opera più ampia, spesso invisibile, che prende forma nel processo stesso.”

Il progetto prende forma

Un paesaggio da abitare

Abitare la Luce si svilupperà attraverso una serie di installazioni concepite come parti di uno stesso paesaggio simbolico. Figure infantili, fioriture luminescenti, farfalle, elementi vegetali e tracce del percorso vissuto dai partecipanti formeranno progressivamente una costellazione di luce.

Le figure umane raccontano il momento fragile nel quale qualcosa lascia la propria condizione originaria e si apre a una possibilità nuova. Intorno a loro, fiori e farfalle traducono in materia luminosa i gesti, le parole e le intenzioni raccolte lungo il cammino.

Ogni installazione potrà essere incontrata autonomamente, ma farà parte di una narrazione più ampia: un percorso nel quale la luce non serve semplicemente a illuminare le forme, ma a rendere percepibile ciò che normalmente rimane invisibile.

Scultura

Figure ed elementi naturali costruiti in filo di acciaio inox intrecciato a mano secondo il linguaggio scultoreo dell’artista.

Partecipazione

Le persone possono entrare nel processo attraverso incontri, parole, esperienze, gesti manuali e contributi che vengono custoditi nell’opera.

Luce

La luminescenza trasforma le opere al mutare della luce e diventa metafora di ciò che può emergere, essere riconosciuto e reso visibile.

La luce come presenza

La luce attraversa la mia ricerca da oltre un decennio. Nelle sculture è stata progressivamente presenza, traccia, energia e possibilità di rendere percepibile ciò che la materia da sola non riusciva a mostrare.

In Abitare la Luce questa ricerca si amplia. La luce non riguarda più soltanto ciò che accade all’interno dell’opera, ma anche ciò che può prendere forma intorno ad essa: relazioni, fragilità, cura, memoria, desiderio di bellezza e possibilità di trasformazione.

Le sculture luminescenti diventano così soglie sensibili: organismi di filo, vuoto e luce che non occupano semplicemente uno spazio, ma lo modificano e invitano chi guarda a entrare in una diversa qualità di presenza.

Principi guida

I Quattro Incommensurabili

Il percorso di Abitare la Luce trova uno dei suoi riferimenti nei Quattro Incommensurabili della tradizione buddhista: equanimità, benevolenza, compassione e gioia compartecipe. Sono qualità del cuore che non vengono rivolte soltanto alle persone che ci sono vicine, ma idealmente a tutti gli esseri senzienti, senza distinzione.

Nel progetto questi principi non costituiscono semplicemente un tema da rappresentare, ma un orientamento da praticare. Accompagnano gli incontri, l’ascolto, il lavoro manuale e la costruzione delle opere, invitando ogni partecipante ad ampliare progressivamente il proprio sguardo oltre le preferenze, le appartenenze e i confini abituali.

Equanimità

La capacità di rivolgersi agli esseri con uno sguardo aperto e non discriminante, andando oltre attaccamento, avversione e distinzione tra vicini e lontani.

Benevolenza

Il desiderio che tutti gli esseri possano conoscere la felicità e incontrarne le cause.

Compassione

Il desiderio che tutti gli esseri possano essere liberi dalla sofferenza e dalle sue cause.

Gioia compartecipe

La capacità di gioire della felicità, delle qualità positive e del bene presente nella vita degli altri.

Se i Quattro Incommensurabili estendono il loro auspicio a tutti gli esseri, Abitare la Luce prova a tradurre questa stessa apertura in un’esperienza: una luce che non sia per qualcuno soltanto, ma idealmente per tutti gli esseri.

Dettaglio di scultura luminescente in filo di acciaio
Dettaglio dell’intreccio metallico e della luminescenza.
Laboratorio partecipativo per il progetto Abitare la Luce
Il processo partecipativo: mani, parole, ascolto e costruzione condivisa.

Entrare nel progetto

Partecipare ad Abitare la Luce

Non esiste un solo modo di partecipare. Alcune persone accompagneranno il progetto nel tempo, altre prenderanno parte a singoli incontri o laboratori, altre ancora lasceranno semplicemente una parola, un pensiero, un gesto o un piccolo contributo destinato a entrare nell’opera.

Durante il percorso verranno proposti momenti di ascolto, meditazione, scrittura e realizzazione manuale. Le tracce nate da queste esperienze potranno trasformarsi in farfalle, fiori, elementi vegetali e altri segni custoditi all’interno delle installazioni.

Partecipare significa quindi non soltanto contribuire materialmente alla costruzione di un’opera, ma lasciare dentro di essa una presenza: qualcosa che continuerà a esistere quando il percorso condiviso avrà assunto la sua forma visibile.

Voglio partecipare ↗

Da BE KIND ad Abitare la Luce

Abitare la Luce nasce dall’evoluzione di una ricerca artistica che con BE KIND ha attraversato un passaggio decisivo. In quel progetto la scultura luminescente ha iniziato ad aprirsi più chiaramente al fare insieme, agli incontri e alla partecipazione, uscendo progressivamente dalla condizione di oggetto autonomo per diventare anche il centro di un processo condiviso.

Da quell’esperienza emerge una consapevolezza sempre più netta: l’opera non coincide soltanto con ciò che resta esposto. Esiste anche in ciò che accade mentre prende forma. Il risultato finale può allora diventare memoria visibile di una storia più grande, composta di fiducia, presenza, cura e trasformazione.

Immagini del progetto

Rendere possibile l’opera

Sostieni Abitare la Luce

Un progetto di questa dimensione nasce da molte presenze. Alcune offrono tempo, altre competenze, materiali, servizi o risorse economiche.

La realizzazione delle installazioni richiede filo di acciaio inox, materiali luminescenti, strutture e supporti, attrezzature, trasporti, allestimenti e tutte le risorse necessarie per accompagnare il percorso partecipativo e portare le opere negli spazi nei quali incontreranno il pubblico.

Per questo Abitare la Luce è aperto al sostegno di persone, imprese, enti e realtà che riconoscano nel progetto un valore artistico, culturale e umano e desiderino contribuire concretamente alla sua realizzazione.

Donazioni

Un contributo economico, anche piccolo, può trasformarsi direttamente in materia, luce e possibilità di realizzazione.

Sponsor e imprese

Aziende e professionisti possono sostenere il progetto economicamente oppure attraverso materiali, servizi, competenze e sponsorizzazioni tecniche.

Collaborazioni

Istituzioni, associazioni, scuole e realtà culturali possono contribuire ospitando attività, creando reti o costruendo nuove occasioni di partecipazione.

Sostieni o collabora ↗

Una rete intorno al progetto

Abitare la Luce cresce attraverso l’incontro tra ricerca artistica, cultura, pratica della consapevolezza e partecipazione sociale.

Vecchiato Arte accompagna il progetto nella sua dimensione artistica e curatoriale, contribuendo a inserirlo nel dialogo con il mondo dell’arte contemporanea, le istituzioni, i collezionisti e il territorio.

Il Centro Buddhista Tara Cittamani di Padova porta nel percorso una sensibilità legata alla meditazione, alla presenza, alla gentilezza e alla trasformazione interiore, contribuendo alla costruzione dei momenti di esperienza condivisa.

ArcaBlu APS, associazione di promozione sociale affiliata ARCI, sostiene la dimensione comunitaria e partecipativa, collaborando all’organizzazione delle attività, al coinvolgimento delle persone e alla costruzione della rete intorno al progetto.

L’incontro tra queste esperienze differenti permette ad Abitare la Luce di svilupparsi come uno spazio nel quale ricerca artistica, pratica della consapevolezza e partecipazione sociale possono entrare in relazione senza perdere la propria specificità.

Abitare, non soltanto osservare

La luce non è soltanto qualcosa da guardare. È uno spazio da attraversare, condividere e abitare. Ogni persona che incontra il progetto può lasciare una traccia: attraverso una presenza, un gesto, una parola, una collaborazione o un sostegno.

Entra anche tu in Abitare la Luce.

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